ore 5.30: partenza da Bolzano in pullman.
Viaggio tranquillo con sosta all'area di servizio di Padova, piuttosto
ingarbugliata per la presenza di un numero infinito di vacanzieri; alcuni
di noi sono riusciti a bere il caffè, altri hanno preferito sgranchirsi
le gambe piuttosto che attendere lo scontrino alla cassa. Nonostante il
grande caos, quasi tutto il gruppo si è presentato puntualissimo
al pullman per ripartire verso il Friuli Venezia Giulia.
ore 11: arrivo a Borgo di Grotta Gigante
di Sgonico, vicino a Trieste.
Visita guidata alla Grotta Gigante:
Imponente e magnifica la grotta, noiosa
e meccanica la nostra guida!
Si scende tra gallerie lungo una scalinata
di 500 gradini, tra stalattiti e stalagmiti inizialmente non più
vivi ma poi vivissimi. E' stato un ramo del fiume Timavo a scavare in origine
la grotta, poi l'acqua piovana ricca di anidride carbonica a contatto col
calcare ha fatto tutto il resto… e continua……….. ogni 15 anni
c'è un millimetro di stalattite e stalagmite in più. C'è
una stalagmite alta ben 12 metri! Io continuavo a dirmi "quanta storia
è racchiusa in questa grotta!" Ma poi la realtà di adesso:
ricordo di aver visitato la Grotta Gigante tre anni fa con le mie amiche
e di esserne rimasta affascinata, la guida di allora ci ha fatte sostare
vicino ad un punto luce per farci osservare la crescita di minuscole erbette
verdi, quasi invisibili, ma c'erano. Erano le uniche in tutta la grotta
allora, ed erano un fenomeno strano, atipico delle grotte. Tornandoci adesso
ho visto tanto verde, in confronto rigoglioso, sotto quasi tutte le lampade.
E allora mi dico: è possibile che dopo soli tre anni l'inquinamento
turistico e luminoso abbia trasformato e sconvolto l'ambiente grotta
fino a questo punto? E se ci torno fra tre anni cosa ci trovo nella grotta,
il giglio? E poi alla grotta cosa succede? Perché a noi uomini interessa
sfruttare al massimo e quindi distruggere ciò che la natura ha creato
da sola per millenni?
Ma torno alla visita della grotta. Al termine
della scalinata in discesa si è aperta a noi un'enorme sala (che
secondo la guida potrebbe ospitare la Basilica di S. Pietro) con stalagmiti
che sembravano pile di piatti o panini arabi uno sopra l'altro. Bellissimi
i quattro colori della sala: bianco, grigio, rosso, marrone. Purtroppo
non ho potuto fotografare niente e toccare niente, ma forse è meglio,
così io almeno non contribuisco alla distruzione della grotta. Al
centro due colonne bianche, alte quanto l'altezza della grotta (più
di 100 m) che racchiudono dei sensori per la registrazione dei movimenti
sussultori terrestri, causati dalle maree. Altri 500 gradini in salita,
intervallati da cenge (in friulano si chiamano cenge ma in realtà
sono solo comodi sentieroni tra roccia e parapetto) e da una comoda galleria
artificiale. Qualche piccola rampa ci fa vedere l'Ursus Spelaeus, che in
tanti mi hanno detto che sono io ( non a caso ho fatto in modo che Flavio
fosse lontanissimo da me, perché non oso pensare a quel che mi avrebbe
detto lui) e poi subito fuori, al pullman, puntualissimi.
Ore 12: Si prosegue pimpanti verso
il confine con la Slovenia che dovrebbe essere vicinissimo.
Ore 13.30: E' stata un'impresa raggiungere
la vicinissima Slovenia. Siamo stati bloccati a qualche chilometro dal
confine assieme a centinaia e centinaia di altri mezzi. Che guaio, la fame
aumentava.
ore 14.30: siamo arrivati al confine
ma tutto era strano, l'autista era sparito, il motore era spento. I controlli
doganali agli ultimi posti del pullman erano inesistenti. La FAME in fondo
al pullman stava raggiungendo allarmanti livelli di guardia ma noi l'abbiamo
combattuta con complicità: abbiamo tirato fuori dai nostri zainetti
tutti i nostri averi(qualche biscottino e tanta acqua), ci siamo spartiti
il tutto e ce l'abbiamo fatta. Renato poi ha detto " Non preoccupiamoci,
per male che vada la cena è assicurata per le 19.30, non manca molto
".
ore 15: Che gioia!!! Siamo arrivati
al ristorante "Kamin" di Izola e loro, nonostante il nostro ritardo, ci
hanno accolti bene dandoci da mangiare tutto: gnocchi di patate con sugo
di cerva, polenta e cerva.
gioia dopo
il pranzo ( sullo sfondo Izola in Slovenia)
ore 16.15:Si va a Pirano, magnifico borgo che sembra Venezia
Pirano, è un borgo medioevale ricco
di suggestioni ed influenza veneziana
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A Pirano è nato un famosissimo musicista,
Tartini e la guida ci ha detto che la sua musica è stata richiesta
ultimamente in Italia in occasione di un importante ricevimento politico
e devo dire che questa volta Flavio mi ha fatta straridere perché
ha detto " Non potevano in Italia richiedere la musica di un musicista
italiano perché quei ricevimenti sono a base di buffet con… tartini
!!!"
Ore 18.30: partenza per Abbazia (Opatija)
in Croazia.
Io prima di partire dall'Italia non mi ero
informata della moneta slovena o croata, sapevo che non c'era l'Euro, ma
poco m'importava, in qualche modo mi sarei arrangiata. In pullman mi sono
acculturata: la moneta slovena si chiama Tallaro e quella croata Cuna.
In quanto al cambio… io sono in pensione! ( Andavo sul tranquillo perché
il viaggio tutto compreso era già pagato, come extra in quattro
giorni io ho speso 10 € + 9 € per il capriccio della grappa con
la scala )
Ore 20.30: Arrivo ad Abbazia/Opatija con
qualche problema per la ricerca dell'albergo. Noi degli ultimi posti in
pullman abbiamo visto subito l'hotel Kwarner a pochi metri prima del Millennium,
l'abbiamo detto ma, inaspettatamente il pullman si è diretto verso
l'hotel Istra, il nostro, non come da copione: là si è arrestato
e ci ha scaricati.
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Subito ci son state consegnate le chiavi della camera ed Elena e io siamo state fortunatissime: camera con vista mare. Ma in realtà la nostra camera era con vista tapparella perché non riuscivo a tirarla su in modo che ci stesse. Solo il giorno dopo ho capito il sistema, semplicissimo e sciocco e poi abbiamo visto il mare, il porticciolo sotto noi e in fondo Rijeka/Fiume. Bellissimo.
dalla camera