Gita con Gianni Breda
IL PORFIDO DEL BLETTERBACH RACCONTA...

Sono una roccia, piuttosto vecchiotta e volevo
tener nascosta la mia età. Ma i geologi, negli ultimi decenni, hanno
capito due miei segreti: sono radioattivo e il mio grado di radioattività
varia col passare del tempo. Si son messi a tavolino e dopo una serie di
calcoli è giunto il verdetto. Gli studiosi hanno resa nota a tutti
la mia età: ho 280 milioni di anni. Vivevo in un periodo che si
chiamava Permiano ma io non mi chiamavo ancora Porfido. Stavo all'interno
di grandi vulcani, al calduccio, nella zona corrispondente all'attuale
Trentino Alto Adige e mi chiamavo Lava, in tenerissima età. Le eruzioni
dei vulcani hanno sconvolto completamente l'ambiente e anche me. I caldi
camini dei vulcani mi hanno proiettato verso il freddo esterno, sconvolgendomi
a tal punto che sono cambiato: da liquido e gas che ero, a solido, da Lava
a Porfido. E così mi sono ritrovato ad essere una roccia dura e
ero talmente abbondante che ho ricoperto quasi tutta la terra corrispondente
all'attuale Trentino Alto Adige. Molti miei fratelli hanno subìto
la stessa mia sorte in periodi diversi e, dopo essere stati buttati fuori
dai vulcani, sono venuti a farmi compagnia, adagiandosi sopra di me, strato
dopo strato. Qui al Bletterbach si vedono le varie stratificazioni.
Ho raggiunto un'altezza di quasi 2000 metri. (Al giorno d'oggi mi chiamano
lastrone porfirico atesino ma non sono più quello di una volta).
Vanto il merito di essere una delle rocce più antiche in questa
zona, di trovarmi alla base e di sostenere tutti gli altri strati di roccia
che mi sono piombati addosso dopo milioni di anni! Ma che cosa mi può
essere piombato addosso? Sembra impossibile, sembra incredibile ma sono
stato ricoperto da parte di me trasformata. Mi spiego meglio: anche se
io sono una roccia dura e forte, col passare dei millenni, parte di me
è stata erosa, trasportata dai corsi d'acqua, ridotta a particelle
di sabbia. Proprio così io, il forte Porfido, ridotto in parte a
sabbia, rena, di colore rossastro. A questo Porfido diventato sabbia che
si è cementata, è stato dato il nome di Arenaria
della
Val Gardena e si è sedimentato proprio sopra di me. In tutti questi
anni mi è toccato un ingrato compito: ho fatto da cimitero a quei
rettili che giungevano al termine della loro esistenza. Ho anche mantenuto
inalterate orme di animali che passavano sopra la mia Arenaria fangosa
che poi si solidificava. Oggi come oggi gli studiosi mi martellano ben
bene perchè vogliono trovare altri fossili che io custodisco generosamente
nel mio grande cimitero. Allora ancora non conoscevo il dinosauro.
Circa 250 milioni di anni fa lo scenario
in cui vivevo cambiò rapidamente. Un mare poco profondo invase la
mia zona ma faceva tanto caldo in quel periodo, il mare evaporando, lasciò
sopra di me strati di gessi bianchi o
rosa, alle volte uniti al carbone. Dopo altri milioni di anni il mare ritornò
molto più profondo del precedente, ricco di alghe calcaree, di coralli,
di molluschi. Devo dire che il paesaggio era magnifico, paragonabile oggi
alla barriera corallina del Mar Rosso ma devo anche dire che ritornai ad
essere un grande cimitero e questi strati ricchi di fossili si aggiunsero
agli strati di gessi. Oggi, questa parte di me si chiama "Strato di Werfen".
Ho costruito il Corno Bianco, qui vicino, con questi strati.
Circa 240 milioni di anni fa ho conosciuto
il dinosauro, che mi ha tenuto compagnia per milioni di anni, lasciandomi
addosso le sue enormi impronte.
Quante e quali cose mi son successe ancora!
Il continente africano e euroasiatico si sono scontrati! I movimenti della
terra mi alzavano, mi distorgevano, mi rompevano, mi piegavano. Sono emerso
dal mare e le piogge e i venti mi modellavano e mi scolpivano. Anche adesso
si vedono delle striature incrociate su di me dovute all'azione dell'acqua
e del vento in direzione mutevole. Ricordo un brutto periodo in cui tutto
moriva, mi sentivo molto solo senza piante ed animali.
2 milioni di anni fa, il grande freddo.
Ero ricoperto da ghiacciai altissimi che di tanto in tanto si ritiravano
lasciando spazio a flora e fauna. Durante gi ultimi 15000 anni, i ghiacciai,
sciogliendosi, hanno originato un corso d'acqua che ha segnato profondamente
tutto il resto della mia vita. Il Bletterbach, con la sua forza disgregatrice
mi ha inciso e scavato creandosi un varco sempre più ampio, dividendomi
in due per lasciar posto ad un selvaggio e suggestivo canyon (naturalmente
ci sono voluti migliaia di anni perchè questo canyon naturale si
realizzasse e... l'azione continua). Oggi vedo i turisti ai miei piedi,
poco interessati alla mia lunga vita ma molto desiderosi di trovare fossili
che di tanto in tanto cadono dal Corno Bianco. Mi diverto a guardarli dall'alto
mentre attraversano a zig-zag il Rio delle Foglie in direzione Butterloch,
l'alta cascata del Bletterbach in prossimità di una scala (oggi
inesistente perchè una frana l'ha distrutta) che conduce non so
dove. Sorrido quando li vedo consumare il pranzo al sacco seduti comodamente
sul piastrone porfirico alla mia base, proprio là dove si vede il
passaggio Porfido-Arenaria della Val Gardena. Chissà se qualcuno
di loro si chiede come mai il sedile di porfido è così piatto,
liscio e comodo! In giugno, vicino alla cascata, li vedo fotografare le
Rose
Alpine e la Valeriana. Se
hanno fortuna trovano anche le Scarpette
di Venere.
Mi chiedo adesso quando ho conosciuto l'uomo.
Forse 5000 anni fa, forse 10000 non lo so, son vecchiotto, la
memoria mi fa brutti scherzi. Ricordo invece che quando l'uomo ha conosciuto
me ha incominciato a scavarmi, ad "usarmi" per fini che ancora non
capivo. Non è stato piacevole conoscersi! Mi ha trasformato in Cava
di porfido e mi ha estratto per fare da sarcofago a degli imperatori. Che
brutta cosa! Milioni di anni fa ero un cimitero di fossili e poi son diventato
una bara. In seguito sono passato di grado e sono stato utilizzato per
la costruzione di colonne, di basiliche e altri edifici. E' stato un bel
periodo ma è finito perchè poi l'uomo ha preferito altri
materiali a me. Adesso sono caduto molto in basso. Mi usano per fare i
cubetti delle strade, tutti mi calpestano e le automobili scorazzano sopra
di me. Ma la vita continua......
Da Redagno di sopra al Bletterbach
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