Sveglia ore 7. Colazione
ore 7.30. Partenza ore 8. Tempo incerto, tendente al brutto, come varie
stazioni Meteo di Internet avevano previsto.
Siamo partiti in discesa
verso il lago Fiorenza Superiore (2313
m), che ha altri due laghetti vicini, collegati tra loro. Piacevolissimo
costeggiare con calma il lago, sostare, gustarsi il paesaggio! Non è
stato possibile vedere il Monviso rispecchiarsi nel lago Fiorenza Inferiore.
Il sentiero ci ha portati alle famose sorgenti
del Po (2020 m), al Pian del Re: abbiamo bevuto un pò d'acqua.
Da lì è iniziata la salita verso il rifugio Quintino Sella
e Flavio ha allungato il passo perchè la pioggia era imminente.
Incontro con le pecore: sotto la pioggia abbiamo sbarrato la strada ad
un gregge infinito con pastore e cane a seguito. Ci siamo spostati per
non spaventarle, attendendo il passaggio di tutte. Mi è piaciuto
molto percepire da vicino il grande senso di responsabilità del
cane pastore. Il lago che poi abbiamo visto è il più bello
in assoluto; si chiama lago Chiaretto, ha una forma triangolare e dei colori
splendidi, nonostante il grigiore del cielo. Mi dispiace di non
aver una foto, mi appello a chi legge, se qualcuno ha una foto del lago
Chiaretto chiedo di mandarmela (luisahl@tin.it) e verrà pubblicata
col nome dell'autore. Ringrazio anticipatamente.
Sono arrivate due splendide foto
di F. Lodrini.
Velocemente abbiamo
proseguito perchè l'acquazzone si faceva sempre più intenso,
il Capogruppo Flavio aveva abolito le soste con grande rabbia del Vicecapo
Gigi che in fondo al gruppo si sentiva sminuito e brontolava. Dopo chilometri
di cammino tra macereti e basta, grigio sopra grigio sotto, ci è
apparso come un miraggio, il rifugio Quintino
Sella (2640 m). Sembrava bellissimo! In realtà ciò che
mi è piaciuto tanto del rifugio era il gestore, uomo del Monte con
occhi furbetti. Il rifugio sembrava un bivacco ben fatto, per arrivare
alla stanza era indispensabile la pila, anche di giorno. La camerata era
un minuscolo locale, umidissimo e sconfortevole. Là ci siamo accampati
tutti noi 20 del Cai Bolzano, come degli zingari. La nostra presenza e
le nostre cose hanno contribuito ad insudiciare ancor più quel locale,
sembrava di essere in una camera a gas con odoracci. I servizi, in fase
di ristrutturazione, al momento erano solo esterni e raggiungerli di notte
era un vero problema. Problemi di fognatura nei servizi. Giocato a carte.
Cena.