Itinerario tra pietre
e sempre pietre, parallelo al magnifico sentiero di ieri. Salite veloci,
sempre su macereti, dove l'unica cosa importante da fare era vedere dove
mettevi i piedi. Un pò noioso ma, subito dopo il passo Gallarino,
tutto è cambiato: migliaia di ometti
di pietra facevano da cornice ai laghetti glaciali. Uno spettacolo
nello spettacolo. Ogni ometto di pietra sembrava una piccola opera d'arte
con storia a sè . Anche Grazia ed io ci siamo sbizzarrite a costruire
il nostro ometto: un vero capolavoro! Siamo scesi lungo il Vallone delle
Giargiatte avvicinandoci al bosco di pini cembri. All'alpeggio delle Grange
(= baite) abbiamo raggiunto la quota minima (1912 m) e anche Gigi ha
raggiunto la sua quotazione minima: attraversando un torrente ho chiesto
a Gigi un aiuto che lui mi ha negato urlandomi di arrangiarmi. Sosta
e ripartenza in salita verso il rifugio Vallanta, con marmotte di qua e
di là.
Rifugio Vallanta (2450
m.): costruzione moderna che fa riflettere. L'architetto ha voluto far
assomigliare il rifugio al monte Monviso. Secondo il gestore l'idea è
geniale. Simpaticissimo il termometro
a corda davanti al rifugio. Prima doccia calda del trekking con 25
litri d'acqua a disposizione, nel mio caso 10 perchè Grazia
si è ritrovata senz'acqua e con i capelli insaponati e io le ho
lasciato la mia. Bellissima passeggiata verso il rifugo
Gagliardone con visione di stambecchi e marmotte. SERATA ALLA
FLAVIO che ha voluto festeggiare alla grande il compleanno di Ida. Canzoni
per tutti i gusti che all'inizio disturbavano il gestore e il gruppo delle
francesi, poi le francesi coinvolte si son messe a ballare divertite e
il gestore ha regalato una bottiglia di grappa ad Ida che l'ha offerta
a tutti. Ottima nottata in letto singolo e materasso normale: credo di
aver dormito per la prima volta.
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sesto giorno >>>