Siamo partiti da Bolzano con vento forte e più che gelido, tanto
che credevo improbabile la buona riuscita della gita. Il termometro esterno
della macchina segnava -14 e io continuavo a pensare all'effetto Windchill
che, secondo i miei piccoli calcoli, avrebbe dato una temperatura corrispondente
ai -23. Ma è capitato l'impensabile. Siamo scesi dalle macchine
obbligatoriamente al parcheggio Zumis nel comune di Rodengo e ci siamo
guardati tutti in faccia meravigliati, come per dire: "Così tanto
freddo poi non fa!" Non ci siamo messi a discutere di inversione termica
o altro, a noi andava meravigliosamente bene così. Il vento non
c'era più, non ci importava del perchè.
Imboccata l'innevata strada forestale per la Rastnerhütte,
chi
con le ciaspole e chi senza, abbiamo
raggiunto il sole che addirittura scaldava, gustandoci tutto quello che
di più bello ci può essere al mondo: un paesaggio uscito
da un libro di favole. Cliccare qua per
credere.
I ciaspolatori hanno scelto di raggiungere il Giogo d'Asta, aggiungendo
circa 200 metri di dislivello al traguardo degli appiedati affamati: la
Rastnerhütte, 1930 m.
Ritorno tutti assieme lungo lo stesso percorso col capogita Pino che
si è dimenticato lo zaino al rifugio e quindi siamo tornati indietro
(noi scellerati l'abbiamo preso in giro fino a sera e so che questa disattenzione
gli verrà sottolineata finchè campiamo). Incontro con Sandra
e Sergio e sosta ristoratrice alla Roner
Hütte (1832 m.) con mezzo gruppo perso perchè la faccenda
dello zaino di Pino ci ha fatto perdere i contatti con alcuni di noi che
abbiamo ritrovato al parcheggio Zumis, un pò congelati, dopo averci
aspettati per 45 minuti! Felice e allegro per tutti il rientro a Bolzano.