PROGRAMMA-DIARO DEL TREKKING

CON I MEZZI PUBBLICI  E PRIVATI:
Partenza da Bolzano alle ore 8.20 col Bus di linea,  arrivo a Pennes verso le 9.30.
Il gestore di un albergo a Pennes ci ha dato un passaggio fino alla Malga Pennes, poco sotto il Passo (in altro modo era impossibile arrivarci). Tranquilla la prima parte dell'escursione, completamente priva di animali, persone, fiori, quasi anonimo il paesaggio. Poi un breve tratto strapiombante mi ha fatto scoprire i grandi pregi di Pino che con molta calma non mi h fatta entrare in panico (quella notte però ho sognato Flavio ed è stato un incubo). Superata la traccia di sentiero esposta ho avuto una segnalazione da Gianpietro che ci stava controllando dall'alto del Corno di Tramin. Con grande sorpresa di tutti abbiamo incontrato Gianpietro subito dopo il laghetto, meta della nostra prima sosta per il pranzo. E abbiamo proseguito verso l'irraggiungibile Forcelletta, per poi ridiscendere e risalire con un tratto di corda fissa verso il primo rifugio: RIFUGIO FORCELLA VALLAGA (2481 m). Molto bello lì con Emilio come gestore attento ad ogni nostra esigenza
Il giorno dopo, sempre a saliscendi ci siamo diretti in direzione RIFUGIO LATZFONSERKREUZ (2302 m.). Come fiori si son viste solo le Campanule e come animali niente di niente, solo le tane delle marmotte. E' stata avvertita la presenza di un uccello in zona ma non è stato identificato. La signora del rifugio ci ha accolti con molta simpatia.
Nottata discreta che mi ha vista scattante alle 5.30 del mattino, pronta a fotografare l'alba. Ma era tutto nuvoloso, niente alba tra le mie foto (per fortuna nessuno mi ha vista essere lì come una scema con la macchina fotografica).
Ultimo giorno: si parte in direzione CORNO DEL RENON (2260 m.). E questa volta di gente ne abbiamo vista tantissima, ci siamo imbattuti addirittura in una processione!!! Il lunghissimo percorso (5 ore) si è svolto per la maggiore su paludi (saremmo in periodo di grande siccità) e stavolta gli animali li ho visti, anche se importati: i lama. In quanto a fiorellini, niente, solo le solite Campanule. Arrivo al ventilatissimo Corno del Renon e ricerca di un posticino dove poter mangiare; pareva non esserci, troppa la gente. Al ristorante dell'ovovia abbiamo trovato tutto quello che ci andava bene.
Dopo mangiato: ovovia e altre due orette di cammino fino alla funivia per Bolzano.
Difficile l'impatto col caldo afoso  della città.