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FAMIGLIA: Iridaceae
PERIODO DI FIORITURA: prestissimo, dallo scioglimento delle nevi in poi.
HABITAT: pascoli freschi, praterie montane, fino a 2500 m. di quota.
DOVE E QUANDO L’HO VISTA: verso il rifugio Monte Baldo, a 1000 m. di quota, il 23 marzo 2003; in Val Badia, a 1400 m. di quota, il 28 aprile 2003 (Crocus albiflorus).
CARATTERISTICHE: è alta dai
7 ai 15 cm. I fiori,1 o 2 per bulbo, a forma di capsula, sono generalmente
viola, violetti, o bianchi. Le foglie sono lineari, verde scuro, con venatura
centrale bianca: appaiono solo dopo la fioritura.
Specie simile: Crocus albiflorus, perlopiù con fiori bianchi.
UTILIZZO: era noto fin dall’antichità per la possibilità di ricavare lo zafferano dai suoi stami.
CURIOSITA’1: i Romani lo coltivavano
sulle tombe non come emblema di morte, ma come buon auspicio per una vita
ultraterrena.
CURIOSITA’2: il fiore molto assomigliante,
che fiorisce in autunno, si chiama Colchico e appartiene alla famiglia
delle Liliaceae.
LEGGENDA: secondo la mitologia greca, un giovane di nome Crocus si innamorò di Smiliace, la favorita del dio Ermes. Questi, geloso, per non averlo più tra i piedi, trasformò Crocus nel fiore dello zafferano.
ETIMOLOGIA: Crocus deriva dal greco
Krokòs, mentre zafferano deriva dall’arabo Zaafran.