Animali visti oggi

la Nocciolaia
In questa foto la Nocciolaia si vede posta alla cima del Pino Cembro. Anche se Roberto ci ha ben spiegato che di un animale bisogna principalmente descrivere la forma e non il colore, io mi ricordo che il suo colore era bruno con macchie bianche nel piumaggio; anche sotto la coda era tutta bianca. La sua forma la ricordo poco. Si chiama così perchè mangia nocciole e ha una passione per i semi del Pino Cembro che nasconde a mucchi e sa trovarli anche a distanza di mesi.

Ma la vera regina delle Alpi che abbiamo visto oggi è l' Aquila Reale, ne abbiamo viste tre e son tante tre in una giornata. Nessuna foto perchè troppo lontane ma molte le spiegazioni di Roberto. La prima cosa che fa distinguere un'aquila da un falco è che l'aquila non sbatte mai le ali, mentre il falco per darsi la spinta, lo fa. Le aquile che abbiamo visto noi veleggiavano ad ali immobili e distese, con molta eleganza, seguendo un percorso a cerchio: cercavano la "termica", cioè le correnti termiche ascensionali, per poi lasciarsi condurre senza fatica, come fossero un aliante. Io ero senza binocolo ma so che due di queste aquile erano giovani perchè presentavano due macchie bianche (le macchie bianche spariscono dopo qualche anno). L'ultima aquila che abbiamo visto era un adulto e Roberto col binocolo l'ha beccato nel momento dell'accoppiamento. Accoppiamento che ho intravisto anch'io, senza focalizzarlo e capire in tempo, visto che è durato qualche secondo. La femmina era sulla roccia e il maschio in aria; accoppiamento veloce solo a scopo riproduttivo e poi il maschio è volato via in cerca di cibo. Ogni coppia di aquile è fedelissima " fin che morte non li separi". La regola della coppia di aquile è deporre solo due uova, covarle per 45 giorni (anche il maschio ogni tanto lo fa) e il primo aquilotto a nascere è l'unico benvenuto. Il secondogenito è considerato di riserva e viene sempre ucciso dal primogenito, sotto gli occhi indifferenti dei genitori complici. Nel regno di questi animali la procreazione è controllata: si antepone, come regola, il cibo sicuro alla morte di un aquilotto.

Non ho visto ma sentito il richiamo del Picchio Verde che assomigliava ad una grande risata e Roberto la  riproduceva divertendosi.

Abbiamo visto anche una coppia di Corvi Imperiali in volo, che non avrei distinto dalle aquile se non avessero emesso un verso facile, sempre quello: crò crò (però il verso delle aquile non lo so)

Una Poiana è stata avvistata quando eravamo ancora in macchina: per me assomigliava all'aquila, volteggiava con traiettorie circolari alla ricerca dell'ascensione termica, ma era una Poiana.

Al fienile del Glieshof volava una Rondine Alpina ma di questa rondine Roberto non ha spiegato molto. Mi ha colpito molto il suo discorso sulle rondini a Bolzano che non ci sono, o meglio, ne esiste solo qualche coppia. Tutte le rondini che si vedono a Bolzano si chiamano Balestrucci. E mi è venuta la curiosità di controllare sotto il tetto della casa di mia madre a Caldaro se il nido  che ho sempre chiamato "nido delle rondini" da quando sono nata, non sia in realtà un "nido di balestrucci" (Dalla forma del nido si capisce). IO SPERO DI NO.