17 - 19 marzo 2008
BREMA
Racconto di viaggio a cura di Luisa e  Renato.
Da Orio al Serio con la Ryanair a Brema: 28 euro  a persona, andata e ritorno comprese anche le spese di pagamento carta credito e di check-in. Il Check-in online ci ha dato la precedenza  all'imbarco, infatti siamo riusciti a scegliere i posti migliori, con tutta calma, calcolando il sole non contro, e la visuale migliore, lontani dall'ala. All'andata le nuvole sottostanti ci hanno accompagnati fino all'atterraggio ma al ritorno ci siamo goduti  Germania, Svizzera e Italia dall'alto, Alpi innevate, Lago di Como, lado d'Iseo e altri due laghi che non abbiamo ben capito ma di supposizioni ne abbiamo fatte tante. (FOTO AEREO)

Certo che arrivare a Brema subito dopo il caldo afoso di Bergamo ci ha destabilizzati per un attimo: bufera di neve e freddo boia. Con il tram n. 6, per soli 2,15 euro in quindici minuti siamo arrivati all'ospitalissimo Hotel Intercity, in posizione centralissima, attaccato alla stazione dei treni. L'albergo, che ci è costato 62 euro a notte in due con colazione, ci ha dato la tessera per poter usufruire gratuitamente di tram, bus o treni nell'ambito di Brema, cosa questa che abbiamo sfruttato al massimo ogni giorno. Che comodità: i servizi di trasporto a Brema sono efficientissimi, abbondanti di mezzi sempre molto puntuali.
All'albergo stavo quasi per decidere di smettere di fumare perchè, di sera quando io uscivo per fumare una sigaretta, Renato veniva intrattenuto troppo simpaticamente dal cameriere e come io rientravo il cameriere aveva molte cose lavorative da fare. Inutile dire che Renato non vedeva l'ora che io tornassi!

La visita della città era già stata precedentemente programmata: naturalmente la MARKTPLATZ
(piazza del mercato) col
Rathaus, municipio gotico in cotto con facciata in stile Rinascimento del Weser (1405); l'emblema della città, la statua dei musicanti di Brema, come tutti i turisti, anche noi ci siamo fatti le immancabili foto; Il Roland, statua di Orlando, simbolo della liberazione dalla Chiesa, che guarda sfrontatamente verso il Duomo; lo Schütting, il Palazzo dei Mercanti si trova di fronte al Rathaus e risale all'anno 1537; e poi un orrore, il Landesparlament, palazzo tutto vetri che in quel contesto fa discutere e non poco.
Non lontano dalla Marktpatz c'è la BÖTTCHERSTRASSE  lunga solo 110 m con un'architettura inconsueta medioevo-moderna. Hitler voleva demolirla perchè non gli andava la presenza di stili così contrastanti. Ma non è stata demolita e al suo interno abbiamo assistito al suono del Carillon (ogni giorno alle ore 12, 15 o 18) A me questa via è piaciuta molto.

Naturalmente, quando si tratta di me e Renato i pranzetti o le cenette non mancano mai. Alla Ratskeller, sotto il municipio, abbiamo trovato un localino simpatico e con gente allegrissima, le nostre settantenni vicine di tavolo erano tutto sprint, si bevevano un bicchierino dopo l'altro, cantavano e se la raccontavano a viva voce. Curioso è stato che anche le guide turistiche proponevano visite guidate alla Ratskeller a gruppi che si limitavano a guardare elementi architettonici ma erano costretti anche a vedere la gente che mangiava e ad assaporare i profumi per poi andarsene a pancia vuota. Nessuna foto di quella cenetta ma qualche foto di un altro localetto allo Schnoor, dove abbiamo mangiato bene.

Alla SCHLACHTE, tipica per i suoi ristorantini lungo il fiume Weser, ci siamo arrivati in anticipo rispetto a quanto verrebbe proposto da aprile in poi: quindi niente giro in battello, niente ristorantini aperti e solo passeggiata lungo il fiume in solitaria, bello però! Non siamo riusciti a capire il funzionamento dei Vespasiani lì. Nonostante le istruzioni chiare abbiamo inserito 50 cent. e nessuna porta si è aperta, accesso impossibile, soldi persi.  Mah!
Schience Center Botanika col parco dei rododendri che proponeva centinaia di tipi di rododendri tutti diversissimi l'uno dall'altro. Io ne conoscevo solo due e, appena usciti, ci è stato facile confondere una betulla con un rododendro!
PER CONCLUDERE: Brema mi è sembrata una città a misura d'uomo e io ci tornerei perchè mi è piaciuta tantissimo.