n° 1:                                              LE VILES
 
Quando le popolazioni retoromane, dalla Pusteria si spostarono in val Badia, crearono grandi aziende agricole con grandi estensioni di terreno. Foreste e pascoli però, non furono divisi per il bene comune ma, ad ogni azienda, fu affidata una quota di essi da utilizzare. Un ulteriore vincolo per non dividere l’azienda, fu introdotto poi da Maria Teresa d’Austria nel 1770. Tale vincolo vedeva il primogenito come unico erede. Quando il maso risultava troppo grande per una sola famiglia, veniva diviso in poderi: si formarono le “Viles”,.che sono grandi aggregati di più case e rustici con spazi di uso comune come strada, forno del pane, fienile, deposito attrezzi, legnaia, fontana ed abbeveratoio. Sempre costruite in funzione del terreno, le Viles non hanno uno stile definito. Le più antiche erano costruite in legno e, successivamente, furono edificate in muratura su più piani. Seminterrata nel pendio del monte, era la cantina “Cianò”; al primo piano la “Stua”, a fianco della cucina e, al secondo piano, le camere da letto. Nel sottotetto era collocata la soffitta. La “Ciasa” aveva la facciata principale rivolta a valle. Sulla parte superiore si apriva la “Sorà”, un balcone coperto, in legno. Su un lato della casa era posto il “Fur da Pan”, il forno del pane e accanto, più grande, la “Majun”. Costruita interamente in legno, aveva al piano terra la stalla ed, ai piani superiori, il “Tablè”, il fienile e la “Sorara”, locale dove venivano depositati gli attrezzi e si svolgevano i lavori, in caso di maltempo. Caratteristico delle Majun, è il “Parincing”, un lungo ballatoio su cui si seccava il fieno. Accanto alla Majun vi erano uno o più “Favà”, grandi rastrelliere sulle quali venivano messe a seccare le fave. L’uso di questo tipo di rastrelliere, è presente nel settore orientale della catena alpina, dalle Alpi Dolomitiche alle Giulie e alle Carniche, fino alla Slovenia.
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