n° 3:                                        IL LATEMAR

Il toponimo Latemar è di origine incerta. La tradizione popolare lo abbina alle parole Latte e Mare (mare di latte) ma tale spiegazione non ha radici scientifiche. Più attendibile è l’associazione di laita (pendio di monte) e marra (distesa di sassi/frana). Il nome appare per la prima volta in un documento relativo ai confini delle Diocesi di Trento e di Bressanone (ad apicem silicis qui vocatur Crispa de Laitemar).
Il gruppo del Latemar è costituito principalmente dalla Dolomia corallina dell’età Ladinica (Era Mesozoica/Periodo Triassico) ed appare come un immane castello turrito. La sua morfologia, estremamente frastagliata, è dovuta ad una serie di eruzioni vulcaniche sottomarine, avvenute dopo la fase di costruzione corallina (220 milioni di anni fa). Le eruzioni hanno fratturato la scogliera corallina e si sono intruse in numerosi filoni (dicchi) tanto che, ogni canale ed ogni forcella, corrisponde ad una intrusione lavica. Queste lave narastre (melafiro), a causa della loro fratturazione, hanno subito un forte degrado dall’effetto gelo/disgelo ed hanno provveduto ad isolare ed evidenziare le varie torri e guglie. La natura fragile del Latemar ben rappresenta la lenta azione di disgregazione e demolizione delle montagne.

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