Il toponimo Latemar è di origine incerta.
La tradizione popolare lo abbina alle parole Latte e Mare (mare di latte)
ma tale spiegazione non ha radici scientifiche. Più attendibile
è l’associazione di laita (pendio di monte) e marra (distesa di
sassi/frana). Il nome appare per la prima volta in un documento relativo
ai confini delle Diocesi di Trento e di Bressanone (ad apicem silicis qui
vocatur Crispa de Laitemar).
Il gruppo del Latemar è costituito
principalmente dalla Dolomia corallina dell’età Ladinica (Era Mesozoica/Periodo
Triassico) ed appare come un immane castello turrito. La sua morfologia,
estremamente frastagliata, è dovuta ad una serie di eruzioni vulcaniche
sottomarine, avvenute dopo la fase di costruzione corallina (220 milioni
di anni fa). Le eruzioni hanno fratturato la scogliera corallina e si sono
intruse in numerosi filoni (dicchi) tanto che, ogni canale ed ogni forcella,
corrisponde ad una intrusione lavica. Queste lave narastre (melafiro),
a causa della loro fratturazione, hanno subito un forte degrado dall’effetto
gelo/disgelo ed hanno provveduto ad isolare ed evidenziare le varie torri
e guglie. La natura fragile del Latemar ben rappresenta la lenta azione
di disgregazione e demolizione delle montagne.