n°2                                                            il  maso

Dal latino  “mansus” abitazione rurale, costituisce un esempio di azienda agricola il cui proprietario “Bauer”, con  i familiari e i servi gestisce i campi, i prati e i boschi che fanno parte della proprietà. Sorge, per lo più,  lontano dal paese e per questo motivo la sua economia deve essere autonoma, perché deve provvedere alla sua alimentazione (allevamento) al vestiario (lana, lanacotta) agli utensili (di legno) e a volte, a secondo della sua collocazione, deve  produrre energia elettrica. E’ autonomo anche “spiritualmente”: i masi più grandi hanno accanto alla casa una cappella. Il “Maso chiuso / Erbhof” è la base di gran parte di queste aziende. Nel XVIII secolo, la legislazione asburgica sancì la successione ereditaria dei proprietari. Ogni maso viene trasmesso dal padre al figlio primogenito che, come proprietario è tenuto a rispettarne l’integrità. Ciò ha ovviato agli inconvenienti della suddivisione della proprietà, fra i quali, il più grave, lo spopolamento delle montagne.
Alcuni masi sono strutturati da un solo edificio, all’interno del quale si riuniscono l’abitazione ed il rustico. E’ però più diffusa la suddivisione in due blocchi; l’abitazione, posta sul pendio, ha il piano inferiore in muratura e quello superiore in legname. Al pian terreno sono la cucina, la “stube” con la grande stufa e la camera dei genitori. Al piano superiore le camere dei figli. Il rustico ha la stalla al piano terreno e il deposito (fienile) al piano superiore, accessibile ai carri mediante un ponte, a livello del pendio. Oggi giorno, il “maso chiuso” è mantenuto, con grande valenza di tutela ambientale, soprattutto nelle località ad alta quota più che in fondovalle dove ha preso piede il turismo.

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