Martedì, 28 febbraio 2006
Tra cielo e terra .... le METEORE
e poi SALONICCO


Giornata iniziata con la sveglia alle 6.15 perchè il viaggio verso nord si prospettava decisamente lungo. Abbandonata definitivamente Kamena Vourla il pullman si è diretto verso Kalambaka, sotto la pioggia, tutto era grigio scuro. I paesaggi inizialmente brulli hanno poi lasciato spazio a coltivazioni di tabacco, cotone, granoturco che la nebbia ci lasciava appena intravvedere. Anche immondizie di qua e di là, seminascoste dalla nebbia. In certi momenti mi sembrava di essere in Pianura Padana e in altri sul Monte Baldo, a due passi dalla neve. Bisbigliando tra di noi ci si chiedeva se saremmo mai riusciti a vedere le Meteore e tacitamente la risposta proveniva da ogni nostro sguardo: un secco no.
Ma è capitato il miracolo della giornata. Giunti al buio di Kalambaka, nel giro di pochi secondi la nebbia ha incominciato a dissolversi, le nuvole si sono diradate, ha fatto la sua comparsa anche qualche raggio di sole e ... improvvisamente, davanti a noi ... uno spettacolo senza pari: LE METEORE.


Trascrivo:
Un raro fenomeno geologico, quasi una stranezza della natura, creò queste imponenti rupi, che balzano fuori dalla pianura, per arrivare in alto, più vicine alla dimora degli dei. Rupi sovrastate da monasteri sorti tra il XIV e il XVI secolo le cui chiese presentano pareti interne completamente coperte da originali affreschi dell'epoca bizantina. A queste sorprendenti e spettacolari sculture fu dato il nome di Meteore, perchè sembravano sospese in aria.

I primi monaci fondatori e costruttori dei santuari erano alpinisti eccellenti che, pur di raggiungere il loro scopo, arrampicavano senza l'attrezzatura moderna su difficoltà di IV e V grado, portando in cima i materiali da costruzione. Fino al secolo scorso i monasteri erano raggiungibili solo con scale di legno pieghevoli (come il metro del muratore), di cui rimane un esempio a S. Nicola, o con sistemi a carrucola con rete appesa: pauroso solo se ci penso ma ammirevole dal punto di vista alpinistico! Adesso ci si arriva comodamente, attraverso sentieri, ponti, scalinate scavate nella roccia.

Ma come si è formata la Meteora?

Meteora probabilmente era il delta di un grande fiume che, 25 milioni di anni fa sboccava nel mare che copriva l'attuale pianura della Tessaglia. Il materiale roccioso è un conglomerato, cioè arenaria (sabbia cementificata) contenente numerosi ciottoli di fiume più o meno grandi. Le torri si sono formate in seguito all'erosione di acqua e vento che ha asportato il materiale più tenero, lasciando l'attuale “bosco di pietra”. L'area delle torri occupa uno spazio relativamente piccolo di pochi Km quadrati ed è distinto in quattro gruppi di torri, che sono alte 300 – 400 metri. Stupendo il panorama da lassù.



Tra un misto di timore e di ammirazione fortissima siamo andati a visitarne due: S. Stefano e Varlaam. Purtroppo solo due monasteri su cinque visitabili.

Pranzo squisito al ristorante Vachos di Kastraki con qualche ottimo millilitro di grappa offerto al termine. Riprende la pioggia e riprende il nostro viaggio verso Salonicco. Sosta obbligatoria alla "Fabbrica delle icone", dove pazientemente ci è stato spiegato come si fanno le icone. Davvero interessante. Tanti di noi hanno comprato un pò di tutto, ma io mi sono incantata alle spalle del "Papas"=sacerdote, che scriveva le dediche dietro le icone comprate: scrittura meravigliosa, veloce e decisa, io non mi sono mai mossa da lì da tanto ne ero affascinata.

Altre 3 ore di viaggio e si arriva all' Hotel Royal, a 17 Km da Thessaloniki (Salonicco)
Infelice l'impatto iniziale. Abbiamo mangiato male, col vino che è arrivato solo alla fine del secondo. Ma forse è stata solo la stanchezza del lungo viaggio che ci ha resi così delicatini!
IMMAGINI DELL' HOTEL ROYAL