Dopo qualche malinteso infrasettimanale su
come saremmo riusciti a raggiungere la stazione a valle della funivia del
Colle, puntualissimi, alle 8 del mattino c'eravamo tutti, arrivati chi
in un modo chi in un altro.
La nebbia del primo mattino ci ha accompagnati
lungo la "valle dei lupi" che culminava con la "palude dei morti": credo
che senza nebbia avrei già dimenticato il nome di quei luoghi, sarei
rimasta piuttosto insensibile ai lupi che si aggiravano da quelle
parti, forse la leggenda dei morti di peste sepolti sotto ai nostri piedi
in quella palude mi avrebbe toccata solo un pò, in fin dei conti
era solo una leggenda!
Col CAI si impara di tutto, anche che la
nebbia
sensibilizza!
E siamo arrivati al "maso lupicino" senza
nebbia ma col lupicino; Paola ha dimostrato molto
coraggio e determinazione nell'accontentare l'affamatissimo cucciolo che
aveva dato spettacolo fino a quel momento con Bengj davanti al maso.
Non più avvolti dalla nebbia ci siamo
gustati l'autunno, stagione che qua da noi
dura molto poco.
Si era leggermente in ritardo, quindi i
capi, Gianpaolo e Paolo, ci hanno proposto di non far sosta a Nova Ponente,
in modo da poter raggiungere Pietralba entro l'una. Non tutti erano d'accordo
con questa proposta-decisione e infatti a Nova Ponente è successo
il guaio. All'entrata di Nova Ponente il gruppo era unito, all'uscita,
dopo 15 minuti, una parte di gruppo non c'era più.
Abbiamo aspettato 40 minuti, ci siamo organizzati
dividendoci in sottogruppi mentre Paolo andava a cercare i dispersi; i
dispersi avevano imboccato un'altra via e Paolo è tornato da solo
con la faccia da uno che avrebbe spaccato il mondo intero dalla rabbia,
eppure diceva "io non me la prendo".
A Pietralba ci siamo ritrovati tutti, pochi
i chiarimenti tra Paolo e Gianpaolo, ognuno di loro era convinto di aver
ragione, io sono convinta di sapere perchè le cose sono andate così,
ma non lo scrivo.
Dopo i capi hanno cercato di informarci
sull'orario del ritrovo per il ritorno e non è stata un'impresa
facile per loro perchè eravamo tutti sparpagliati in giro: fatto
sta che alcuni di noi sapevano che dovevano trovarsi alle 3, altri sapevano
alle 3.15 e altri non sapevano niente: anche Cesare mi è parso infastidito
da questa mancanza di chiarezza. Comunque ci siamo ritrovati tutti.
Dopo aver visitato il
Santuario della Madonna di Pietralba siamo scesi verso Laives
( 1300 m. di dislivello ) per sentiero inizialmente comodo e poi sempre
più ripido e sassoso.
E' stato bello arrivare a Laives e smettere
di camminare!
Un particolare: il programma base dava 390 m. di dislivello in salita, ma l'infallibile altimetro di Paolo ne ha calcolati 795.